Brescia illegale
Destinati prioritariamente al controllo del rispetto delle norme in materia di caccia e pesca sono gli appartenenti dl Nucleo di Vigilanza Ittico-Venatoria in numero di 54 unità, distribuiti sul territorio provinciale in 5 distaccamenti.
54 unità devono quindi controllare il corretto svolgimento di quasi 29 mila tesserini autorizzati più eventuali bracconieri.
Nella stagione 2003/2004 il numero totale di cacciatori controllati, compresi i controlli delle guardie venatorie del WWF e altre guardie venatorie volontarie, è stato di 3.134, poco più del 10% del totale (percentuale in linea con i dati del corpo forestale che sostiene che, attualmente, è possibile controllare solo un 8-10% dell'attività venatoria).
Nonostante l'evidente sproporzione e nonostante la legislazione estremamente permissiva, il numero di sanzioni in violazione della legge nazionale 157/92 e dell'applicazione regionale L.R. 26/93, è risultato incredibilmente alto:
331 nel 2001
485 nel 2002
447 nel 2003
Che, considerando la lunghezza della stagione venatoria e i giorni autorizzati, vuol dire almeno 4 infrazioni riscontrate OGNI GIORNO.
È automatico pensare, dato il numero delle unità di vigilanza, la grandezza del territorio e il fatto che sia stato controllato soltanto poco più del 10% dei cacciatori, che si tratti di una percentuale assolutamente minoritaria delle reali infrazioni commesse.
Nonostante l'impossibilità di controllare l'attività venatoria, troppo spesso, proprio da parte del mondo venatorio, non arrivano ferme e decise condanne del bracconaggio.
Ad esempio (Giornale di Brescia, 9 ottobre 2004), il consigliere regionale della Lega Nord, Giovanmaria Flocchini, nel criticare le decisioni del Tar di Milano riguardo a una delibera che fissava il numero di uccelli da richiamo che si potevano catturare nella stagione venatoria 2004-2005, dichiara: "I giudici del tar e le associazioni animaliste sono sicuramente colpevoli di questa situazione ma ci sono anche politici che non sono immuni da responsabilità. Mi riferisco al ministro Alemanno che ad ogni stagione di caccia invia religiosamente nelle valli bresciane un esercito di guardie forestali con il compito di debellare il fenomeno del bracconaggio, con il risultato di contribuire considerevolmente a quella "martellante campagna anticaccia" come la definisce il suo compagno di partito Viviana Beccalossi. Queste guardie forestali rappresentano uno spreco di risorse poiché la loro azione si sovrappone a quella già egregiamente condotta dalla polizia provinciale".
Quindi, anche un Ministro come Alemanno, assolutamente filocaccia, non è gradito nel bresciano quando cerca di far rispettare l'attuale permissiva legislazione.
Ma non solo, quattrocento cacciatori (Giornale di Brescia, 14 ottobre 2004), si sono recentemente scagliati contro i Nuclei Operativi Antibracconaggio (NOA).
Giacomo Zubbiani, presidente dell'associazione nazionale uccellatori e uccellinai di Lumezzane, è uno dei portavoce di questa protesta e dichiara che solo i cacciatori delle valli bresciane "e soltanto loro, perché altrove non risultano perquisizioni di questo genere" vengono, a suo dire, cosi' tanto vessati dai NOA.
Sia il responsabile stampa Club "Il cacciatore" (Giornale di Brescia, 8 dicembre 2004), sia la stessa Federcaccia, nella propria rubbrica "Cacciapensieri" (Giornale di Brescia, 3 novembre 2004) hanno criticato alcune guardie venatorie.
Eugenio Casella, presidente regionale Associazione cacciatori lombardi Calvagese, è ancora più esplicito attaccando i controlli degli addenti alla vigilanza dove invita a partecipare a un controllo "nei confronti di noi cacciatori, per capire cosa vuol dire essere veramente umiliati e subire un soppruso" (Giornale di Brescia, 5 febbraio 2005).
Ma non solo, le differenze tra cacciatori e bracconieri sfumano ancora di più se, come riporta un articolo del 21 marzo 2006 del giornale BresciaOggi che racconta l'ennesimo caso di bracconaggio scoperto, " a fronte di un bracconiere-cacciatore non si può applicare il concetto di furto venatorio (solo gli uccellatori senza licenza sono considerati alla stessa stregua dei ladri): in sintesi, la persona sanzionata non dovrà sborsare grandi cifre".
Alcuni esempi:
1 novembre 2002 - Giornale di Brescia - UN MESE DI CONTROLLI E SEQUESTRI DELLA POLIZIA PROVINCIALE - Il bilancio dell'attività antibracconaggio degli agenti guidati dal comandante Honorati nelle valli e nella pianura bresciana.
"Poco meno di 8 mila metri quadrati di reti, oltre 10 mila archetti, 667 trappole, 10 fonofil, 14 fucili: questo è il bilancio materiale d'un mese di attività antibracconaggio svolta nel bresciano dagli agenti della Polizia Provinciale."
2 novembre 2002 - Giornale di Brescia - PRESO BRACCONIERE -
"Gli uomini del Gruppo Antibracconaggio della Forestale ha colto in flagranza un bracconiere nell'atto di impossessarsi degli uccelli catturati dalla rete. L'uomo è stato denunciato. Sono poi stati sequestrati 96 metri di rete 22 uccelli da richiamo proibiti."
6 novembre 2002 - Giornale di Brescia - TRAFFICO D'UCCELLI VIVI A CALVISANO
"Operazione antibracconaggio effettuata dagli agenti del Nucleo ittico venatorio della Polizia Provinciale nei giorni scorsi"
"Un sessantasettenne di Calvisano è stato sorpreso in un impianto di cattura composto da più reti, innumerevoli uccelli proibiti e non adibiti a richiamo e un moderno impianto elettromagnetico di Fonofil con timer controllato a distanza con incisi parecchi canti di uccelli"
"Nelle vicinanze delle reti vi erano un'infinità di gabbiette (alla fine se ne sono contate 120); contenevano le più svariate specie di volatili."
8 novembre 2002 - Giornale di Brescia - ROVATO: 6 FUCILI, ARRESTATTO
"I Carabinieri di Castrezzano hanno arrestato a Rovato, per detenzione illegittima di armi, un imprenditore di 54 anni, in possesso di licenza di caccia, che aveva in casa 6 fucili non di sua proprietà, ma di amici e conoscenti. Indagato anche per irregolarità nella documentazione dei fucili posseduti legittimamente. Il magistrato gli ha concesso gli arresti domiciliari"
8 novembre 2004 - Giornale di Brescia - ABBATTUTO UN CERVO, PRESO BRACCONIERE - L'animale ucciso in Val Dorena, tra Edolo e Monno - un 48enne di Malonno denunciato per caccia di frodo - "Pochi minuti prima gli agenti avevano sentito riecheggiare tre colpi di carabina in una zona che rientra nell'oasi di ripopolamento e cattura di Turicla: una grande area protetta che si estende tra i comuni di Edolo e Monno, dove vivono numerosi ungulati e dove l'attività venatoria è assolutamente vietata".
9 Novembre 2004 - Giornale di Brescia - BRACCONAGGIO INDUSTRIALE, SCOPERTI 280 METRI DI RETI - Prevalle, denunce pure a Calcinato, Sabbio e Serle - "Quattro denunce per reati che vanno dall'uccellagione al maltrattamento degli animali, oltre ottanta esemplari di specie protette liberati, un cumulo di materiale (280 metri di rete) destinato al bracconaggio sequestrato".
9 Novembre 2004 - Giornale di Brescia - DALLA PUGLIA A PISOGNE CON MIGLIAIA DI UCCELLI - La Forestale blocca un camion pieno di "sorprese" - Denunciati 3 bresciani: una donn a capo del traffico - "Nel bresciano ...rifornirsi di uccelli (protetti e non) per alimentare il sempre fiorentissimo mercato degli spiedi clandestini diventa difficile: e allora si deve ripiegare acquistando o cacciando direttamente all'estero (soprattutto nei Balcani, dove pagando si può fare tutto o quasi), oppure nel Meridione"
20 novembre 2005 - Giornale di Brescia - NEL FREEZER AQULE REALI, CERVI, CAPRIOLI - Volontari del WWF, Carabinieri e Guardie Forestali hanno scoperto in un'abitazione quintali di selvaggina congelata - Rinvenuti anche pezzi di cinghiali e centinaia di uccelli proibiti già spennati.
"Gli appostamenti fin dalle ore notturne avevano prodotto meno del previsto: due o tre gli uccellatori trovati con le mani nel sacco e nelle penne, ma niente di eclatante, routine insomma."
"Quel che hanno trovato WWF, Carabinieri e le Guardie Forestali che si sono aggiunte dopo, sembrava invece una vera e propria macelleria: "Mai vista una cosa del genere- ha raccontato un volontario - Impacchettati con tanto di etichetta e riposti in ordine in una batteria di freezer abbiamo rinvenuto quintali di carne di camoscio, capriolo, cervo e cinghiale. Centinaia di uccelli già spennati e decine con ancora la loro natura livrea. Fra questi ultimi frosoni, becco frosoni, crocieri, fringuelli e peppole, persino cinciallegre e qualche scricciolo, tutti proibiti. Ma l'impressionante è stato il ritrovamento di due aquile reali, forse pronte per essere impagliate."
"Nel resto della casa decine di trofei di caccia detenuti senza autorizzazione. In un'altra stanza parecchie gabbie con uccelli da richiamo sprovvisti di anello di riconoscimento, vischio a volontà, archetti e quelle trappoline a molla che si chiamano "sep", una collezione di reti e persino una gigantesca tagliola, buona per spezzare le gambe a un uomo."
21 marzo 2006 - BresciaOggi - BIONE. Preso un uccellatore: in casa aveva uno zoo. L'uomo nascondeva nel congelatore 519 uccelli protetti.
"La soddisfazione per la scoperta, avvenuta sabato a Bione, di un bracconiere professionista (ma dotato di regolare licenza di caccia) che, tra le altre cose, nascondeva 519 uccelli protetti morti catturati con le reti; e l'amarezza causata dal fatto che nel Bresciano la caccia di frodo non si ferma mai, viene praticata in ogni stagione, e in casi come questo non viene neppure sanzionata in modo adeguato».
Una considerazione, quest'ultima, legata al fatto che a fronte di un bracconiere-cacciatore non si può applicare il concetto di furto venatorio (solo gli uccellatori senza licenza sono considerati alla stessa stregua dei ladri): in sintesi, la persona sanzionata non dovrà sborsare grandi cifre".
"Una enciclopedia ornitologica destinata alla «cucina tipica» bresciana. Paolo Baldi"

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